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Caratteristiche energetiche negli edifici

lunedì, aprile 2nd, 2012

Per costruire un edificio o ristrutturarne uno esistente è importante determinare le caratteristiche sia energetiche che ecologiche della costruzione che si vuole realizzare.

Ad ogni classificazione corrispondono costi specifici di costruzione, gestione e manutenzione nel tempo.

Queste classificazioni sono molte volte usate in modo improprio, determinando una certa confusione, rendendo difficoltoso confrontare proposte e preventivi diversi per gli interventi

Le costruzioni si possono classificare con le seguenti categorie:

EDIFICIO A RISPARMIO ENERGETICO

costruzione realizzata con materiali isolanti ed impianti atti a risparmiare energia termica, classificata con le categorie A, B, C. Le categorie D, E corrispondono ad edifici con scarse caratteristiche di risparmio energetico, le categorie F e G corrispondono ad edifici privi di caratteristiche di risparmio energetico.

Classe energetica A: consumo energia < 30 Kwh/mq annuo
Classe energetica B: consumo energia tra 31-50 Kwh/mq annuo
Classe energetica C: consumo energia tra 51-70 Kwh/mq annuo
Classe energetica D: consumo energia tra 71-90 Kwh/mq annuo
Classe energetica E: consumo energia tra 91-120 Kwh/mq annuo
Classe energetica F: consumo energia tra 121-160 Kwh/mq annuo
Classe energetica G: consumo energia > 160 Kwh/mq annuo

Principi generali:

  • coibentazione  di tutte le pareti esterne dell’edificio, della copertura e dei solai;
  • uso di serramenti esterni isolanti con vetrocamera a bassa emissività;
  • eliminazione, mediante isolamento, di tutti i ponti termici esistenti nell’edificio;
  • installazione di impianti a basso consumo.

 

EDIFICIO PASSIVO

costruzione a risparmio energetico che utilizza una quantità minima di energia termica, poiché la somma degli apporti passivi di calore dovuti all’irraggiamento solare trasmesso dalle superfici vetrate, dal calore generato internamente all’edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi, sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda. La direttiva Ue 2010/31/Ue del 19.5.2010, richiede agli Stati membri che la costruzione e la ristrutturazione di vecchi immobili sia effettuata in maniera tale che le prestazioni dell’immobile risultino avere un consumo energetico quasi zero.

Principi generali:

  • utilizzo di impianti a basso consumo;
  • ottimizzazione dei consumi energetici;
  • consumi energetici contenuti entro i 15 kWh/mq anno;
  • integrazione delle diverse fonti energetiche;
  • impatto energetico ed ecologico tendente a zero.

 

 

EDIFICIO ATTIVO

costruzione a risparmio energetico che con l’utilizzo di fonti alternative e riciclabili di energia, sia autosufficiente e produca energia da immettere in rete.

Principi generali:

  • utilizzo di impianti che sfruttano energie alternative e rinnovabili (solare, fotovoltaico, solare termico, pompa di calore, geotermico, mini-eolico, ecc.);
  • edificio energeticamente ed ecologicamente ad impatto zero, senza produzione di  rifiuti, ma produttore di energia.

 

EDIFICIO ECOLOGICO

costruzione in grado di limitare gli impatti ambientali, promuovendo uno sviluppo sostenibile.

 

Principi generali:

  • costruire per il benessere degli abitanti, inteso come uno stato psicofisico a cui concorre la salute dell’individuo, l’equilibrio socioeconomico e la cura dell’ambiente;
  • integrazione dell’opera nell’ambiente e nella natura applicando il concetto di economia, inteso non come il minor costo a breve termine, ma come il sistema che consenta di evitare gli sprechi, ottimizzando l’isolamento dell’involucro edilizio (riduzione dei consumi energetici);
  • valutazione dell’approccio bioclimatico (orientamento, soleggiamento, ombreggiamento,  accumulo di energia, ventilazione naturale);
  • l’utilizzo delle risorse rinnovabili non deve superare la loro possibilità di rigenerazione;
  • l’immissione di sostanze inquinanti (solide, aeree o liquide) nell’ambiente non deve superare la capacità dell’ambiente stesso di metabolizzarle;
  • valutazione degli impatti ambientali considerando ogni fase del ciclo di vita dei materiali in spazi, luoghi e tempi diversi;
  • utilizzo in modo corretto della risorsa idrica, con l’adozione di tecnologie in grado di riusare l’acqua piovana per usi secondari e consentire una elevata permeabilità dei terreni;
  • utilizzo di materiali estratti e/o prodotti nello stesso ambito ecoregionale (area geograficamente omogenea), secondo il principio della filiera corta;
  • privilegiare il riuso di materiali, il riuso delle strutture e degli edifici, evitando il consumo di materie prime e di suolo.

 

 

EDIFICIO BIOECOLOGICO

costruzione ecologica realizzata con materiali naturali, con manufatti  e lavorazioni non emettenti sostanze tossiche, quindi materiali non derivanti dal petrolio.

Principi generali:

  • edificio inteso come parte di un ecosistema che da spazio a valori quali il comfort ambientale, la salute e l’alta riciclabilità;
  • edificio che soddisfa le esigenze fisiche e biologiche degli abitanti, di conseguenza la struttura, i servizi, i colori, gli odori devono interagire armoniosamente con l’uomo e l’ambiente;
  • uso di tecnologie e materiali naturali, non inquinanti, che non creino rifiuti difficili da smaltire e possano essere riciclati, che rispettino l’ambiente e sopratutto la salute per creare nel microclima interno all’edificio un sano benessere, senza effetti nocivi;
  • i criteri di scelta dei materiali devono rispondere ai requisiti di salvaguardia della salute di chi li lavora e di tutela dell’ambiente e del paesaggio;
  • utilizzo di materiali locali per evitare trasporti inquinanti e dispendiosi.

 

Conclusioni

Le norme vigenti prevedono che un edificio nuovo o un edificio esistente ristrutturato, debba essere a risparmio energetico, di categoria minima C.

Ulteriori caratteristiche (classi energetiche superiori, edificio passivo, attivo, ecologico e bioecologico) sono un valore aggiunto che comporta una spesa conseguente.

Come requisito minimo indispensabile, è quindi necessario realizzare un edificio a risparmio energetico di categoria C, che può essere migliorato a partire dal raggiungimento della categoria A, fino ad essere reso quasi autosufficiente (edificio passivo) e/o produttore di energia (edificio attivo).

Le caratteristiche dell’edificio possono essere ancora implementate attraverso l’applicazione i principi dell’ecologia (edificio ecologico) e della bioecologia (edificio bioecologico), ottenendo così il massimo comfort ambientale, nel rispetto dell’ambiente.

Converrà di conseguenza investire prima di tutto nella riduzione al minimo degli sprechi, così da realizzare il massimo risparmio energetico fino ad ottenere un edificio passivo.

Una volta raggiunto questo obiettivo, è opportuno investire in fonti energetiche autoprodotte e rinnovabili, e procedere alla realizzazione di un edificio attivo.

Altro valore aggiunto consiste nell’applicare i principi di ecologia e di bioecologia, attraverso l’utilizzo di materiali naturali e sostenibili.

In tutti i casi non si deve mai perdere l’obiettivo primario: il comfort ambientale, inteso come lo stato psico-fisico ottimale di una persona in un ambiente.

Questo si ottiene prima di tutto con la progettazione degli spazi e l’uso di materiali ed impianti che siano pensati e realizzati su misura della persona e del luogo.

E’ fondamentale inoltre considerare che le direttive europee, che dovranno essere recepite dalla legislazione italiana, prevedono che gli edifici debbano essere necessariamente “passivi”.

Investire per migliorare le caratteristiche degli edifici, ora, significa quindi costruire anticipando l’evoluzione futura.

Così facendo, si realizzerà un maggior valore economico dell’edificio, una minore spesa per consumi, e migliori condizioni di vita per gli abitanti, nel tempo.