Inquinamento Elettromagnetico


I campi elettromagnetici sono prodotti da elettrodotti, ripetitori per telefonia, reti wireless, telefoni cellulari e cordless, motori elettrici, elettrodomestici, ecc., in pratica da tutte le apparecchiature elettriche che usiamo quotidianamente. Siamo quindi costantemente circondati ed immersi nei campi elettromagnetici e lo sviluppo tecnologico in essere non farà altro che estendere il fenomeno.

Sulla relazione fra campi elettromagnetici ed effetti negativi sul corpo umano, non esistono indagini storiche, ma solo studi medici e statistici recenti, a volte anche contraddittori.

E’ comunque unanimemente riconosciuto che hanno effetti negativi sull’organismo umano soprattutto nei bambini, quindi è opportuno imparare a conoscerli per cercare di evitarli, schermarli o ridurli.

COSA SONO

Le onde elettromagnetiche sono costituite da campi elettrici e magnetici oscillanti legati fra di loro in modo da costituire una unica entità: il campo elettromagnetico (CEM).

La caratteristica fisica fondamentale che distingue i vari campi elettromagnetici è la frequenza, cioè il numero delle oscillazioni dell’onda al secondo (hertz, Hz), correlata alla lunghezza d’onda, che è la distanza percorsa dall’onda durante il tempo di un’oscillazione e si misura in metri (m). Ad un’onda elettromagnetica di data frequenza è associata una quantità di energia, che è tanto maggiore quanto più alta è la frequenza. Questa energia può essere in grado o meno di produrre una serie di effetti quando l’onda elettromagnetica penetra nella materia.

In base alla rispettiva frequenza ed energia, le onde elettromagnetiche possono essere classificate come “radiazioni ionizzanti” o “radiazioni non ionizzanti”.

Le radiazioni ionizzanti (IR) sono onde elettromagnetiche a frequenza estremamente alta (raggi X e raggi gamma) 
le più dannose per la nostra salute.

Radiazioni non ionizzanti (NIR) comprendono: radiazioni ultraviolette a onda lunga (UV), luce visibile, radiazione infrarossa (IR o calore), campi a radiofrequenza (RF), microonde, campi di frequenza estremamente bassa (o campi ELF, dall’inglese Extremely Low Frequency), e campi statici elettrici e magnetici. I campi ELF sono definiti come quelli di frequenza fino a 300 Hz. Le NIR possono produrre effetti biologici: mediante il riscaldamento (il telefonino riscalda l’orecchio con cui è a contatto), alterare le reazioni chimiche o indurre correnti elettriche nei tessuti e nelle cellule. I campi elettromagnetici di interesse per le telecomunicazione e il trasporto di energia sono compresi nella parte NIR dello spettro elettromagnetico e hanno frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz (gigaHertz).

DOVE SONO

L’inquinamento elettromagnetico è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, prodotti da impianti radio-TV, per telefonia mobile, da elettrodotti, impianti per lavorazioni industriali, da elettrodomestici, ecc.

È possibile classificare le fonti dei campi elettromagnetici secondo la frequenza:

Campi statici (0 Hz): treni a levitazione magnetica per il trasporto pubblico, dispositivi di diagnostica per immagini di risonanza magnetica utilizzati a scopo medico e dispositivi elettrolitici che impiegano correnti elettriche dirette per la lavorazione industriale dei materiali;

 

Campi di frequenza estremamente bassa (ELF), (da >0 a 300 Hz): treni per il trasporto pubblico, tutti i dispositivi impiegati nella generazione, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica come computer ed elettrodomestici (di norma 50 o 60 Hz);

 

 

Campi a frequenza intermedia (IF), (da >300 Hz a 10 MHz): dispositivi antifurto e di sicurezza, caloriferi a induzione e unità display video;

 

 

Campi a radiofrequenza e microonde, (da >10 MHz a 300 GHz): telefoni cellulari e trasmittenti per telecomunicazioni, radar e unità diatermiche per uso medico, forni a microonde.

 

COSA PROVOCANO

gli effetti dei CEM sulla salute possono essere di due tipi:

1) Diretti

I CEM tra 10-300 GHz sono assorbiti dalla superficie della pelle e delle parti del corpo esposte (effetto termico), e l’energia che penetra nei tessuti sottostanti è molto ridotta. Delle esposizioni intense e prolungate nel tempo possono essere molto gravi, in particolare per gli organi poco vascolarizzati come il cristallino dell’occhio o i testicoli. Ad alta intensità del campo, si manifestano danni quali cataratte oculari e ustioni della pelle.

I CEM tra 1 MHz e 10 GHz penetrano nei tessuti esposti e producono induzione di correnti elettriche e riscaldamento a causa dell’assorbimento di energia (effetto termico). La profondità della penetrazione nei tessuti dipende dalla frequenza del campo, ed è maggiore per le frequenze più basse. A bassi livelli l’aumento localizzato della temperatura stimola il sistema termoregolatore a ripristinare le condizioni termiche iniziali. Ad alti livelli l’effetto può essere particolarmente grave perché il riscaldamento interessa zone interne del corpo e non è direttamente percepito dagli organi sensoriali (stress termico), si possono manifestare l’incapacità di svolgere compiti mentali o fisici, ma anche influenza sulla fertilità maschile e, solo se la temperatura del feto aumenta di 2-3 gradi all’ora, difetti alla nascita. Ad alta intensità, si determinano effetti acuti nocivi per la salute quali ad esempio cataratte oculari, ustioni della pelle, riduzione dei globuli bianchi e sterilità come conseguenza del riscaldamento indotto superiore a 1 grado.

I CEM inferiori a 1 MHz non producono riscaldamento significativo, ma inducono soprattutto correnti e cariche elettriche. Stimolano nervi e muscoli; ad intensità molto elevate possono determinare vibrazioni dei peli cutanei. Nei processi di reazioni biochimiche presenti nel corpo umano si riscontrano correnti intorno a 10 mA/m2 ; valori superiori a 100 mA/m2 possono modificare in modo significativo tali correnti di “fondo” e provocare contrazioni muscolari involontarie, fibrillazioni, arresti della respirazione contestualmente all’esposizione fino all’arresto cardiaco (effetti acuti). Di minore gravità si segnalano scosse e bruciature. In ogni caso gli effetti dovuti ad esposizioni a campi elettrici ELF fino a 20 kV/m sono pochi e innocui, riguardano unicamente la stimolazione dovuta alle cariche elettriche indotte sulla superficie del corpo.

I campi elettrici statici non penetrano nel corpo. Si possono trovare livelli elevati di campi vicino alle sorgenti e possono essere all’origine di scariche elettriche. Possono provocare vibrazione dei peli cutanei e non esistono evidenze di nocività.

I campi magnetici statici si trasmettono inalterati nel corpo umano senza attenuazione di intensità. Ad alta intensità, al di fuori dei normali livelli ambientali, si manifestano alterazioni del flusso del sangue o modificazioni dei normali impulsi nervosi.

2) Indiretti

Gli effetti indiretti dei campi elettromagnetici possono avvenire attraverso il contatto diretto (toccando, sfiorando, etc.) tra una persona ed un oggetto, ad esempio una struttura metallica immersa in un campo elettromagnetico, con un differente potenziale elettrico. Tale contatto provoca un rapido passaggio delle cariche elettriche (correnti indotte o di contatto) accumulate sulla superficie del corpo umano o dell’oggetto.

SOLUZIONI

Per ridurre l’esposizione ai CEM in un ambiente è bene:

  • Tenersi a distanza ragionevole dalle fonti di CEM come televisori, sveglie, computer, elettrodomestici ecc.
  • Preferire sistemi alimentati a batteria rispetto a quelli alimentati da corrente elettrica (sveglie, rasoi, ecc.).
  • Spegnere le apparecchiature elettriche e non lasciarle in stand-by.
  • Limitare i tempi di esposizione.
  • Usare dei sistemi di schermatura alla fonte.
  • Preferire l’auricolare rispetto all’uso diretto del cellulare.
  • Far installare l’impianto elettrico solo a personale specializzato
.
  • Realizzare impianti domotici con disgiuntori od attuatori in zone schermate.
  • Installare linee elettriche corte (a stella invece che a cerchio).
  • Collegare a terra i cavi e gli apparecchi elettrici, gli impianti e le strutture in metallo.
  • Installare solo cavi schermati, soprattutto nelle zone notte.
  • Evitare nella zona notte, elettrodomestici, televisori, impianti stereo ,ecc. vicino al letto
  • Acquistare apparecchi a bassa emissione di radiazioni.
  • Preferire lampade a led piuttosto che fluorescenti.
  • Mantenere una certa distanza (100-200 metri) da linee ad alta tensione, da linee ferroviarie elettrificate, da ripetitori telefonici o radiotelevisivi.
  • Evitare apparecchi elettrici, cavi e prolunghe sotto il letto e prese di corrente superflue nella zona notte.

 CONCLUSIONI

Una valutazione ambientale precedente ad ogni progetto e costruzione, può rilevare le caratteristiche e la consistenza dei campi elettromagnetici esistenti, in modo da evitarli o schermarli con una progettazione e realizzazione appropriata, per ridurre il rischio di influenze  negative per la salute degli abitanti.

NORMATIVA

  • DPCM dell’8 luglio 2003: “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz)generati dagli elettrodotti.
  • DPCM dell’8 luglio 2003: “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”.
  • Legge Quadro n. 36 del 22 febbraio 2001: “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”.
  • DM 10 settembre 1998, n. 381: “Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana”.
  • DPCM 28 settembre 1995: “Norme tecniche procedurali di attuazione del DPCM 23 Aprile 1992 relativamente agli elettrodotti”.
  • DPCM del 23 aprile 1992: “Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”.

Fonte ISPRA Istituto Nazionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale

 

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