Archive for the ‘Natura’ Category

Piante che depurano l’aria, fai la tua scelta!

lunedì, giugno 4th, 2012

cofra maschera a gas con pothos aureoVolete acquistare delle piante da mettere in casa o in ufficio non solo per bellezza?
Volete scoprire se quelle che avete già hanno qualche proprietà purificante?

Abbiamo raccolto tutte le piante che hanno particolari poteri depuranti e le abbiamo catalogate per ambiente e secondo alcune caratteristiche specifiche.

Se sapete già dove mettere il vaso che vi donerà aria pulita (e noi vi consigliamo ZOE – aria pulita, zero fatica), cercate la pianta che meglio si adatta al luogo che avete scelto. Altrimenti cercate ciò che la vostra futura pianta dovrà rimuovere e il nostro sistema vi indicherà quella giusta.

Se i dubbi sono ancora troppi, abbiamo trattato gli argomenti: Qualità dell’aria e Migliorare l’aria con le piante.

Un consiglio che possiamo darvi è quello di mettere sempre più specie possibili di piante, perché non esiste una pianta che migliori da sola tutto.
Abbiamo aggiornato il sistema di selezione delle piante e lo abbiamo integrato in cofradesign.it
Clicca sul link qui sotto e fai la tua scelta!

 

ARIA PURA
purifica l’aria con la pianta giusta


 

Migliorare l’aria con le piante

lunedì, maggio 14th, 2012

Consigli per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti con le piante

L’aria che respiriamo negli ambienti di lavoro o di abitazione è un composto di gas che, se inquinati, comportano dei rischi per la nostra salute.

Un aiuto per migliorarne la qualità può derivare dalle piante che svolgono la funzione di emettere ossigeno, ionizzare l’aria ed assorbire l’aria viziata. Inoltre sono adatte per essere utilizzate nei nostri ambienti anche per il valore estetico e “naturale” che svolgono.

In tutti i casi, se i locali sono arredati, cablati ed abitati, bisogna utilizzare piante che rimuovano le sostanze tossiche e che schermino i campi elettromagnetici presenti nell’aria, integrandole con piante adatte a contrastare l’inquinamento specifico prodotto nei singoli locali.

Abbiamo realizzato una pagina dedicata per poter scegliere la pianta adatta in base all’ambiente qui: Cofradesign ARIAPURA. Altrimenti alcune integrazioni specifiche sono:

  • soggiorno – pranzo: emissione ossigeno di giorno e riduzione elettrosmog;
  • cucina: emissione ossigeno di giorno, contrasto dei gas sprigionati dal fuoco di cottura, dai detersivi, ecc., contrasto dei campi elettromagnetici degli elettrodomestici;
  • camera da letto: emissione ossigeno di notte e riduzione dell’elettrosmog;
  • studio – ufficio: emissione ossigeno di giorno, assorbimento e schermatura dei campi elettromagnetici ed i gas tossici sprigionati delle apparecchiature di stampa.

Si consigliano quindi le seguenti piante suddivise per ambiente:

  • soggiorno – pranzo: areca, spatifillio, edera helix, ficus beniamino, pothos aureo, tillandsia cyanea.
  • cucina: pothos aureo, spatifillio, edera, ficus beniamino, filodendro, dracena janet craig.
  • camera da letto: sanseveria, spatifillio, begonia, epiphyllum, kalanchoe, tillandsia cyanea, pothos aureo.
  • studio – ufficio: areca, spatifillio, pothos aureo, edera helix, dracena janet craig, orchidea dendrobium, ficus beniamino.

Il numero di piante per ambiente è variabile in base a diversi parametri specifici di ogni locale, consigliamo di utilizzare una pianta di circa 15 cm di altezza ogni 5 mq. di pavimento.

Il ricercatore Kamal Meattle del Paharpur Business Centre e Software Technology Incubator Park (PBC e STIP), New Delhi, India, si focalizza su tre piante e ne quantifica il numero e la dimensione per persona:

  • areca palmata: n° 4 piante altezza spalla da usare nella zona giorno.
  • sansevieria trifasciata: n° 6 – 8 piante altezza bacino da usare nella zona notte.
  • pothos aureo: da usare sopratutto in cucina ed anche negli altri locali.

Per una completa valutazione del confort dei nostri ambienti, bisogna inoltre controllare l’umidità dell’aria in rapporto alla temperatura, che deve essere contenuta entro il 35% – 65 % in condizioni di temperatura normali.

In genere tutte le piante emettono vapore acqueo, ma nel caso in cui l’umidità dell’aria sia inferiore ai valori consigliati, bisogna aumentare le piante utilizzate, con altre che abbiano un elevato grado di traspirazione per aumentarne i valori: areca palmata, palma di bambù, felce di boston. 

Nel caso in cui l’umidità dell’aria risulti superiore ai valori consigliati, si consiglia di integrare le piante utilizzate con altre che assorbono l’umidità come la tillandsia cyanea, la begonia, l’epiphyllum, la kalanchoe, la sanseveria. Se il risultato non è sufficiente bisogna ventilare i locali sia aprendo le porte o le finestre, sia utilizzando una ventilazione meccanica con recupero di energia.

areca palmata

begonia

dracena janet craig

edera helix

epiphyllum

felce di boston

ficus beniamino

filodendro

kalanchoe

orchidea dendrobium

palma di bambù

pothos aureo

sanseveria

spatifillio

tillandsia cyanea

 

 

 

Aria buona aria nuova

martedì, marzo 27th, 2012

Negli ultimi mesi abbiamo fatto tanti cambiamenti all’interno del nostro studio. Ultimo in ordine di tempo l’inserimento del verde.

Volevamo un po’ di piante verdi all’interno del nostro ambiente di lavoro ma non piantine in un vaso buttate lì, così ci siamo messi a cercare la soluzione più adatta al nostro spazio.

Tra i tanti sistemi interessanti abbiamo optato, per ragioni di spazio e di luce, per la realizzazione di una parete verde ed una zona con piante a fusto.

Ma volevamo di più! Le piante che avrebbero composto il nostro verde dovevano essere “quelle giuste” per il nostro ambiente ossia dovevano migliorarne la qualità dell’aria, così ci siamo messi a studiare per capire quali fossero quelle più adatte.

Dal sito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale abbiamo avuto conferma di quello che sapevamo già, ossia che:

  • gli ambienti chiusi possono essere molto inquinati e quindi costituire una seria minaccia per la salute;
  • apparecchiature elettriche e materiali da costruzione, arredi, suppellettili di origine sintetica rilasciano sostanze nocive nell’aria;
  • l’essere umano che in molti casi soggiorna in ambienti chiusi fino al 90% del tempo, tramite la sudorazione e la respirazione è fonte di inquinamento in quanto emette circa 150 bioeffluenti;
  • occhi arrossati, mal di testa e irritazione delle vie respiratorie sono sintomi caratteristici della sindrome da edificio malato;
  • per rendere un ambiente sano sono necessarie una buona ventilazione ed un’umidità variabile tra il 35 ed il 65%.

Abbiamo poi letto un libro intitolato “amiche piante 50 piante per purificare l’aria in casa e in ufficio” di un esperto statiunitense tale B.C. Wolverton che, da più di 30 anni, studia gli effetti delle piante sull’aria.

Wolverton in collaborazione con la Nasa già negli anni 80 ha dimostrato che un gruppo di piante svolge una forte azione di depurazione dell’aria in quanto esse neutralizzano i gas nocivi assorbendoli, migliorano l’umidità dell’aria grazie al loro processo di evaporazione regolativo, rendono l’aria più salutare trasformando il CO2  in ossigeno.

Insomma, siamo andati in serra a fare incetta di “verde” muniti di tabelle ed appunti e questo è il risultato!

Dopo qualche mese non possiamo documentare quanto le piante nella nostra parete verde abbiamo migliorato l’inquinamento all’interno del nostro studio, ma possiamo dirvi che, oltre al miglioramento da un punto di vista estetico, non soffriamo più degli occasionali mal di testa ed occhi arrossati!

Per approfondire l’argomento “inquinamento negli ambienti chiusi”, vi suggeriamo il sito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale http://www.indoor.apat.gov.it/site/it-IT/AMBIENTI_CONFINATI

Erbavoglio, il tavolo con qualcosa in più!

lunedì, marzo 12th, 2012

Il logo di ErbavoglioNon solo per quest’onda “green” che si sta diffondendo un po’ in tutti campi, ma anche perché la natura in casa sembrerebbe avere notevoli influenze positive sul nostro vivere, ci siamo lanciati in un progetto alquanto particolare: Erbavoglio. Con Erbavoglio, vogliamo capire se è effettivamente possibile portare la natura nelle nostre case, non relegandolo in vasi aggiunti postumi, ma integrando saldamente le piante nei nostri ambienti.

Cominciando con una sorta di provocazione/semplificazione, abbiamo preso la pianta più diffusa nel pianeta, l’erba, e il luogo per l’appoggio più utilizzato, il tavolo, e abbiamo provato a fonderli.

Il problema più grande è stato riuscire a coniugare l’altezza necessaria di terreno, per permettere mantenimento dell’umidità e una corretta espulsione dell’acqua in eccesso, con una necessità progettuale: un tavolo da pranzo deve essere alto 72cm da terra e ci si deve stare sotto con le gambe. Quindi pensare di avere un piano alto oltre i dieci centimetri avrebbe comportato dei problemi. Abbiamo scelto 8 cm totali. In questo spessore devono starci i 2cm di piano che devono sostenere il tutto, circa 1cm di argilla espansa, di cui spiegheremo la funzione più avanti, uno strato di tessuto non tessuto, come filtrante e separatore e 5 cm di buon terreno con la nostra erbetta. Tornando all’argomento argilla espansa, questa dovrebbe risolvere il problema drenaggio. Infatti l’acqua in eccesso scola dal terreno soprastante e arriva all’argilla espansa dove viene intrappolata. Così l’umidità è costante e niente acqua stagnante! Inoltre le radici dell’erba, essendo l’acqua sul fondo del nostro tavolo, devono riuscire ad arrivare fino all’argilla, così la parte di radice dell’erba sfrutta tutta l’altezza, ossia i 5 cm di terra più il centimetro di argilla. Più lunghe sono, più resistente è l’erba. Inoltre, ma questa è una prova nella prova, riuscendo a bagnare solo l’argilla, non dovrebbe esserci bisogno di annaffiare l’erba da sopra. Così questa rimane sempre “asciutta” e utilizzabile. Per fare questo abbiamo pensato a un piccolo scarico, che, se il tavolo dovesse essere utilizzato all’esterno, servirebbe da reale scarico per l’acqua in eccesso, ma se Erbavoglio venisse usato all’interno, lo scolo sarebbe usato per immettere acqua, bagnando l’argilla e di conseguenza l’erba da sotto, lasciando asciutta e pulita la parte superiore. Questa è una prova nella prova perché non sappiamo se effettivamente questo metodo funzionerà… Ma qui si sperimenta!

Più delle parole spiegano le foto…

La fase di costruzione della struttura… 

La fase di realizzazione di Erbavoglio… 

E le foto di rappresentanza dopo alcuni giorni di crescita…