Archive for the ‘Inquinamento’ Category

Inquinamento Elettromagnetico

mercoledì, maggio 2nd, 2012


I campi elettromagnetici sono prodotti da elettrodotti, ripetitori per telefonia, reti wireless, telefoni cellulari e cordless, motori elettrici, elettrodomestici, ecc., in pratica da tutte le apparecchiature elettriche che usiamo quotidianamente. Siamo quindi costantemente circondati ed immersi nei campi elettromagnetici e lo sviluppo tecnologico in essere non farà altro che estendere il fenomeno.

Sulla relazione fra campi elettromagnetici ed effetti negativi sul corpo umano, non esistono indagini storiche, ma solo studi medici e statistici recenti, a volte anche contraddittori.

E’ comunque unanimemente riconosciuto che hanno effetti negativi sull’organismo umano soprattutto nei bambini, quindi è opportuno imparare a conoscerli per cercare di evitarli, schermarli o ridurli.

COSA SONO

Le onde elettromagnetiche sono costituite da campi elettrici e magnetici oscillanti legati fra di loro in modo da costituire una unica entità: il campo elettromagnetico (CEM).

La caratteristica fisica fondamentale che distingue i vari campi elettromagnetici è la frequenza, cioè il numero delle oscillazioni dell’onda al secondo (hertz, Hz), correlata alla lunghezza d’onda, che è la distanza percorsa dall’onda durante il tempo di un’oscillazione e si misura in metri (m). Ad un’onda elettromagnetica di data frequenza è associata una quantità di energia, che è tanto maggiore quanto più alta è la frequenza. Questa energia può essere in grado o meno di produrre una serie di effetti quando l’onda elettromagnetica penetra nella materia.

In base alla rispettiva frequenza ed energia, le onde elettromagnetiche possono essere classificate come “radiazioni ionizzanti” o “radiazioni non ionizzanti”.

Le radiazioni ionizzanti (IR) sono onde elettromagnetiche a frequenza estremamente alta (raggi X e raggi gamma) 
le più dannose per la nostra salute.

Radiazioni non ionizzanti (NIR) comprendono: radiazioni ultraviolette a onda lunga (UV), luce visibile, radiazione infrarossa (IR o calore), campi a radiofrequenza (RF), microonde, campi di frequenza estremamente bassa (o campi ELF, dall’inglese Extremely Low Frequency), e campi statici elettrici e magnetici. I campi ELF sono definiti come quelli di frequenza fino a 300 Hz. Le NIR possono produrre effetti biologici: mediante il riscaldamento (il telefonino riscalda l’orecchio con cui è a contatto), alterare le reazioni chimiche o indurre correnti elettriche nei tessuti e nelle cellule. I campi elettromagnetici di interesse per le telecomunicazione e il trasporto di energia sono compresi nella parte NIR dello spettro elettromagnetico e hanno frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz (gigaHertz).

DOVE SONO

L’inquinamento elettromagnetico è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, prodotti da impianti radio-TV, per telefonia mobile, da elettrodotti, impianti per lavorazioni industriali, da elettrodomestici, ecc.

È possibile classificare le fonti dei campi elettromagnetici secondo la frequenza:

Campi statici (0 Hz): treni a levitazione magnetica per il trasporto pubblico, dispositivi di diagnostica per immagini di risonanza magnetica utilizzati a scopo medico e dispositivi elettrolitici che impiegano correnti elettriche dirette per la lavorazione industriale dei materiali;

 

Campi di frequenza estremamente bassa (ELF), (da >0 a 300 Hz): treni per il trasporto pubblico, tutti i dispositivi impiegati nella generazione, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica come computer ed elettrodomestici (di norma 50 o 60 Hz);

 

 

Campi a frequenza intermedia (IF), (da >300 Hz a 10 MHz): dispositivi antifurto e di sicurezza, caloriferi a induzione e unità display video;

 

 

Campi a radiofrequenza e microonde, (da >10 MHz a 300 GHz): telefoni cellulari e trasmittenti per telecomunicazioni, radar e unità diatermiche per uso medico, forni a microonde.

 

COSA PROVOCANO

gli effetti dei CEM sulla salute possono essere di due tipi:

1) Diretti

I CEM tra 10-300 GHz sono assorbiti dalla superficie della pelle e delle parti del corpo esposte (effetto termico), e l’energia che penetra nei tessuti sottostanti è molto ridotta. Delle esposizioni intense e prolungate nel tempo possono essere molto gravi, in particolare per gli organi poco vascolarizzati come il cristallino dell’occhio o i testicoli. Ad alta intensità del campo, si manifestano danni quali cataratte oculari e ustioni della pelle.

I CEM tra 1 MHz e 10 GHz penetrano nei tessuti esposti e producono induzione di correnti elettriche e riscaldamento a causa dell’assorbimento di energia (effetto termico). La profondità della penetrazione nei tessuti dipende dalla frequenza del campo, ed è maggiore per le frequenze più basse. A bassi livelli l’aumento localizzato della temperatura stimola il sistema termoregolatore a ripristinare le condizioni termiche iniziali. Ad alti livelli l’effetto può essere particolarmente grave perché il riscaldamento interessa zone interne del corpo e non è direttamente percepito dagli organi sensoriali (stress termico), si possono manifestare l’incapacità di svolgere compiti mentali o fisici, ma anche influenza sulla fertilità maschile e, solo se la temperatura del feto aumenta di 2-3 gradi all’ora, difetti alla nascita. Ad alta intensità, si determinano effetti acuti nocivi per la salute quali ad esempio cataratte oculari, ustioni della pelle, riduzione dei globuli bianchi e sterilità come conseguenza del riscaldamento indotto superiore a 1 grado.

I CEM inferiori a 1 MHz non producono riscaldamento significativo, ma inducono soprattutto correnti e cariche elettriche. Stimolano nervi e muscoli; ad intensità molto elevate possono determinare vibrazioni dei peli cutanei. Nei processi di reazioni biochimiche presenti nel corpo umano si riscontrano correnti intorno a 10 mA/m2 ; valori superiori a 100 mA/m2 possono modificare in modo significativo tali correnti di “fondo” e provocare contrazioni muscolari involontarie, fibrillazioni, arresti della respirazione contestualmente all’esposizione fino all’arresto cardiaco (effetti acuti). Di minore gravità si segnalano scosse e bruciature. In ogni caso gli effetti dovuti ad esposizioni a campi elettrici ELF fino a 20 kV/m sono pochi e innocui, riguardano unicamente la stimolazione dovuta alle cariche elettriche indotte sulla superficie del corpo.

I campi elettrici statici non penetrano nel corpo. Si possono trovare livelli elevati di campi vicino alle sorgenti e possono essere all’origine di scariche elettriche. Possono provocare vibrazione dei peli cutanei e non esistono evidenze di nocività.

I campi magnetici statici si trasmettono inalterati nel corpo umano senza attenuazione di intensità. Ad alta intensità, al di fuori dei normali livelli ambientali, si manifestano alterazioni del flusso del sangue o modificazioni dei normali impulsi nervosi.

2) Indiretti

Gli effetti indiretti dei campi elettromagnetici possono avvenire attraverso il contatto diretto (toccando, sfiorando, etc.) tra una persona ed un oggetto, ad esempio una struttura metallica immersa in un campo elettromagnetico, con un differente potenziale elettrico. Tale contatto provoca un rapido passaggio delle cariche elettriche (correnti indotte o di contatto) accumulate sulla superficie del corpo umano o dell’oggetto.

SOLUZIONI

Per ridurre l’esposizione ai CEM in un ambiente è bene:

  • Tenersi a distanza ragionevole dalle fonti di CEM come televisori, sveglie, computer, elettrodomestici ecc.
  • Preferire sistemi alimentati a batteria rispetto a quelli alimentati da corrente elettrica (sveglie, rasoi, ecc.).
  • Spegnere le apparecchiature elettriche e non lasciarle in stand-by.
  • Limitare i tempi di esposizione.
  • Usare dei sistemi di schermatura alla fonte.
  • Preferire l’auricolare rispetto all’uso diretto del cellulare.
  • Far installare l’impianto elettrico solo a personale specializzato
.
  • Realizzare impianti domotici con disgiuntori od attuatori in zone schermate.
  • Installare linee elettriche corte (a stella invece che a cerchio).
  • Collegare a terra i cavi e gli apparecchi elettrici, gli impianti e le strutture in metallo.
  • Installare solo cavi schermati, soprattutto nelle zone notte.
  • Evitare nella zona notte, elettrodomestici, televisori, impianti stereo ,ecc. vicino al letto
  • Acquistare apparecchi a bassa emissione di radiazioni.
  • Preferire lampade a led piuttosto che fluorescenti.
  • Mantenere una certa distanza (100-200 metri) da linee ad alta tensione, da linee ferroviarie elettrificate, da ripetitori telefonici o radiotelevisivi.
  • Evitare apparecchi elettrici, cavi e prolunghe sotto il letto e prese di corrente superflue nella zona notte.

 CONCLUSIONI

Una valutazione ambientale precedente ad ogni progetto e costruzione, può rilevare le caratteristiche e la consistenza dei campi elettromagnetici esistenti, in modo da evitarli o schermarli con una progettazione e realizzazione appropriata, per ridurre il rischio di influenze  negative per la salute degli abitanti.

NORMATIVA

  • DPCM dell’8 luglio 2003: “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz)generati dagli elettrodotti.
  • DPCM dell’8 luglio 2003: “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”.
  • Legge Quadro n. 36 del 22 febbraio 2001: “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”.
  • DM 10 settembre 1998, n. 381: “Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana”.
  • DPCM 28 settembre 1995: “Norme tecniche procedurali di attuazione del DPCM 23 Aprile 1992 relativamente agli elettrodotti”.
  • DPCM del 23 aprile 1992: “Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”.

Fonte ISPRA Istituto Nazionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale

 

Qualità dell’Aria

venerdì, aprile 20th, 2012

La forte industrializzazione del nostro paese ha portato con sé numerosi aspetti positivi ma anche qualche aspetto negativo. Se da un lato ha migliorato la nostra qualità di vita, dall’altro ci espone a maggiori rischi per la nostra salute in quanto inquinamento, combustione, deforestazione, provocano un peggioramento della qualità dell’aria esterna.

Inoltre i nuovi materiali da costruzione e le nuove tecniche costruttive oltre a migliorare notevolmente l’isolamento termico degli edifici li rende praticamente stagni, in più l’uso di arredamento sempre più spesso realizzato con materiali composti da pannelli di legno compresso (compensato, truciolato e pannelli di fibre di legno di media-densità MDF), contribuisce ad aumentare le concentrazioni di sostanze nocive e di conseguenza l’inquinamento negli ambienti interni.

Negli ultimi anni quindi si sono evidenziati rischi invisibili, che si nascondono nell’aria e nell’ambiente in cui viviamo.

Quando lavoriamo, quando viaggiamo, quando ci divertiamo, ed anche quando siamo in casa nostra, siamo costantemente esposti a pericoli per la nostra salute.

L’aria che respiriamo è un composto di gas che si arricchisce o impoverisce a seconda degli ambienti in cui si trova.

I componenti principali che la compongono sono l’azoto 78%, l’ossigeno 21% e l’anidride carbonica 0,4%.

L’azoto è un elemento fondamentale per la costruzione delle molecole organiche come le proteine e le vitamine.

Nei processi di combustione l’azoto si lega all’ossigeno dando origine al monossido di azoto (NO) il quale reagisce successivamente con l’ossigeno originando così il biossido di azoto (NO2). Nelle ore di maggiore irraggiamento solare l’NO2 reagisce con l’ozono causando l’effetto serra.
NO ed NO2 causano effetti sulla salute umana quali irritazioni alle mucose degli occhi e danni alle vie respiratorie e alla funzionalità polmonare quali bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare.

L’ossigeno è essenziale per la respirazione dei vegetali e degli animali e per le combustioni. Assieme all’acqua e ai composti di carbonio è l’elemento che permette la vita sulla Terra.

Variazioni lievi della quantità di ossigeno nell’atmosfera non sono rilevabili dai nostri sensi mentre la scarsità di ossigeno negli ambienti chiusi può provocare stanchezza e sonnolenza.

L’anidride carbonica è indispensabile per la vita e per la fotosintesi delle piante, ma è anche responsabile dell’aumento dell’effetto serra.

Se si presenta in quantità elevate diventa tossica colpendo il sistema respiratorio degli esseri viventi non permettendo al sangue di ossigenarsi correttamente.

 

Negli ambienti chiusi, poi, l’aria si arricchisce di altre sostanze:

I composti organici volatili (VOC)

Rientrano in questa categoria più di 300 sostanze, tra cui gli idrocarburi aromatici come il benzene e derivati, gli idrocarburi alifatici come il cloroformio, gli alcoli come l’etanolo, gli esteri, i chetoni e tanti altri. Tutte sostanze con cui siamo quotidianamente a contatto perché presenti nei deodoranti, negli spray, nei prodotti per la pulizia, nelle pitture, nei pesticidi, nelle colle, nei cosmetici, nei mobili, nei tessuti, nel fumo di tabacco, nelle stampanti e fotocopiatrici, emissioni industriali e delle automobili.

L’esposizione ai VOC può provocare effetti sia acuti che cronici. In base alle concentrazioni, gli effetti acuti possono includere irritazioni agli occhi, al naso e alla gola, mal di testa, nausea, vertigini, asma. Per esposizioni ad alte concentrazioni molti di questi composti chimici possono causare effetti cronici come danni ai reni, al fegato, al sistema nervoso centrale.

Il Monossido di Carbonio (CO)

Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore, incolore, insapore e altamente tossico, vista la sua capacità di interferire con il normale trasporto di ossigeno presente nel sangue.

Il CO proviene dalla combustione incompleta dei materiali contenenti carbonio, quindi della maggior parte dei combustibili. Può essere emesso dagli impianti di riscaldamento a gas, fornelli, stufe e camini, nel caso in cui si verifichi un malfunzionamento di tali dispositivi. 
Altre fonti sono il fumo passivo e i gas di scarico delle automobili.

A seconda della quantità di CO inalata, si possono verificare diversi effetti sanitari: a basse concentrazioni si manifestano senso di affaticamento e dolori al torace nei cardiopatici; a concentrazioni moderate problemi di coordinamento, mal di testa, nausea, vertigini, fino ad avere conseguenze fatali nel caso di concentrazioni molto elevate.

Per ridurre la presenza di gas nocivi all’interno degli ambienti è necessario:

  • Ventilare adeguatamente gli ambienti.
  • Assicurarsi che tutte le apparecchiature a gas funzionino correttamente secondo i manuali d’istruzione e i codici del costruttore.
  • Effettuare controlli annuali al sistema di riscaldamento, ai condotti di scarico e ai camini, provvedendo alla pulizia regolare da parte di personale esperto.
  • Non utilizzare forni e fornelli a gas per il riscaldamento della casa.
  • Assicurarsi che i fornelli e le stufe abbiano uno sfogo verso l’esterno ed un sistema di aspirazione senza fughe.
  • Non bruciare carbone di legna dentro casa (barbeque).
  • Non lasciare l’automobile accesa nel garage o in uno spazio chiuso.
  • Accertarsi di comprare candele ed incensi di buona qualità evitando quelli altamente profumati.
  • Limitare l’uso di deodoranti per la casa.
  • Limitare l’uso dei pesticidi.
  • Ventilare i vestiti lavati a secco (le lavanderie solitamente utilizzano percloroetilene per asciugare);
  • Evitare l’utilizzo di naftalina e canfora, preferendo l’uso di sostanze naturali.
  • Dotare gli ambienti di piante che sono in grado di ridurre le concentrazioni di VOC, come filodendro, dracena e spatifillo. (guarda cosa abbiamo fatto noi!)
  • Verificare che tutti i prodotti a base di legno che contengono urea-formaldeide quali compensato, truciolato e pannelli di fibre di legno MDF, siano certificati secondo gli standard di bassa emissione di formaldeide e VOC.
  • Comprare mobili e materiali rifiniti in legno che abbiano superfici e bordi laminati (i pannelli grezzi di compensato, truciolato e pannelli di fibre di legno di media-densità MDF o comunque non laminati emettono più formaldeide rispetto a quelli ricoperti).
  • Non appendere il bucato all’interno delle abitazioni per evitare alti livelli d’umidità.
  • Cercare di mantenere bassi tassi di temperatura 18° – 23° e umidità 35% – 65% per limitare le emissioni dei composti organici volatili.
  • È raccomandabile l’uso di purificatori d’aria.

Durante le pulizie della casa:

  • Utilizzare la minor quantità di prodotto per ottenere il risultato richiesto.
  • Conservare ed applicare il prodotto secondo le direttive date dal fornitore.
  • Limitare l’uso di diffusori spray, in quanto tendono a disperdere nell’aria una maggior quantità di prodotto contenente sostanze chimiche nocive.
  • Non mescolare i prodotti tra di loro; in questo modo si potrebbero generare ulteriori vapori tossici e dannosi per la salute. Un tipico esempio è quello dell’ammoniaca e della candeggina, che se mescolate inducono la produzione di gas tossici.
  • Mantenere sempre il prodotto nel suo contenitore originale.
  • Assicurarsi di ventilare gli ambienti durante le pulizie.

Nella cura personale

  • Minimizzare l’uso di profumi.
  • Utilizzare deodoranti in forma solida o in crema, evitando l’uso degli spray che vaporizzano nell’aria sostanze chimiche facilmente inalabili.
  • Prediligere fissatori per capelli in forma di gel rispetto alle lacche.

Attualmente non ci sono valori limiti standard relativi ai VOC, ma la legislazione europea ed italiana mostrano un’attenzione crescente al problema.

Relativamente al monossido di carbonio il D.M. 02/04/02 n.60 in vigore dal 01/01/2005 ha stabilito un valore limite di riferimento relativo all’aria esterna in 10 mg/m3 (10 ppm) come media massima giornaliera su 8 ore.

Rilievi quotidiani degli inquinanti presenti nelle nostre città, vengono eseguiti dalle varie agenzie ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) presenti nel territorio italiano. I valori rilevati e pubblicati relativamente al mese di aprile 2012 riportano i seguenti valori medi sulle 8 ore:

comune di Milano 0,8 mg/m3;

comune di Firenze 1,1 mg/m3;

comune di Roma 0,4 mg/m3.

Per l’aria interna L’ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers, Inc.) indica per gli ambienti interni il valore limite di 9 mg/m3 (9 ppm) per 8 ore e 42 mg/m3 (35 ppm) per un’ora.

Un certo livello di rischio esiste, quindi, in ogni attività umana; rischi per la nostra salute che noi non possiamo vedere ma che è possibile rilevare, grazie al matrimonio tra informatica e scienza, con una serie di test sull’ambiente da fare eseguire a personale qualificato ed adeguatamente attrezzato.

Reputiamo fondamentale quindi, nella nostra attività di progettazione ed esecuzione, verificare sin dal principio le caratteristiche ambientali eseguendo un check-up mirato dell’ambiente dove andremo ad intervenire.